Pavia, il Centro Grandi Strumenti protagonista al congresso nazionale sulle Core Facilities
Al congresso NICo di Chieti, ricercatori del Centro Grandi Strumenti dell'Università di Pavia hanno presentato strategie per rafforzare i laboratori centralizzati di ricerca in Italia.

- Il Centro Grandi Strumenti dell'Università di Pavia, attivo dagli anni Ottanta, offre laboratori di microscopia, risonanza magnetica, cristallografia e prototipazione
- Dal 2022 è attivo il network nazionale NICo con 11 Atenei ed Enti di Ricerca
- Al terzo congresso NICo a Chieti il contributo pavese ha riguardato il documento 'Verso un Ecosistema Nazionale delle Core Facilities'
- Individuate tre criticità: mancanza di riconoscimento formale, carenza di finanziamenti strutturali, assenza di percorsi di carriera dedicati
L'Università di Pavia ha partecipato al terzo congresso nazionale del network NICo, tenutosi a settembre a Chieti, portando il contributo del proprio Centro Grandi Strumenti alla discussione sulle strategie di sviluppo delle Core Facilities italiane. Lo rende noto l'ateneo pavese in un comunicato diffuso il 30 settembre 2026.
Le Core Facilities sono laboratori centralizzati che mettono a disposizione della ricerca strumentazioni complesse e personale altamente specializzato. All'Università di Pavia, il Centro Grandi Strumenti, istituito a metà degli anni Ottanta, offre servizi che spaziano dalla microscopia alla risonanza magnetica nucleare, dalla cristallografia alle spettroscopie, fino al biomedical imaging e alla prototipazione scientifica.
Dal 2022 è attivo in Italia il network NICo, nato dall'iniziativa congiunta di 11 Atenei ed Enti di Ricerca e attualmente in espansione. Al congresso di Chieti, il contributo pavese si è concentrato sul documento "Verso un Ecosistema Nazionale delle Core Facilities", curato da Samantha Solito del Laboratorio di Citofluorimetria del Centro Grandi Strumenti UniPv e membro del Comitato Tecnico-Scientifico NICo.
Secondo Solito, il documento «individua nelle Core Facilities un'infrastruttura essenziale per la competitività del sistema della ricerca, evidenziando tre criticità prioritarie: la mancanza di un pieno riconoscimento formale nei documenti strategici e nei sistemi di valutazione, la carenza di finanziamenti strutturali e l'assenza di profili e percorsi di carriera adeguati per il personale altamente specializzato».
Le proposte della rete NICo
La rete propone modelli economico-finanziari sostenibili ispirati alle esperienze francese e tedesca. L'obiettivo, spiega ancora Solito, è «un modello coordinato che integri le Core Facilities territoriali con le grandi infrastrutture e piattaforme nazionali, evitando duplicazioni e favorendo interoperabilità, standard comuni e condivisione delle capacità scientifiche». Tra le priorità indicate figurano il riconoscimento istituzionale di queste strutture come infrastrutture strategiche distribuite, modelli armonizzati per accesso e tariffe, e un coordinamento stabile tra MUR, ANVUR, CRUI e NICo.
Al congresso di Chieti, spazio anche ad altri contributi pavesi: Amanda Oldani del Laboratorio di Microscopia Ottica ha presentato i risultati sull'armonizzazione delle misure di microscopia avanzata, mentre il Laboratorio di Prototipazione Scientifica, guidato da Massimo Mozzi, ha illustrato con un poster il proprio ruolo di "hub tecnologico" interdipartimentale per lo sviluppo di prototipi che combinano meccanica, elettronica e informatica.
Fonte: Università di Pavia




